Erba medica

Nome scientifico: Medicago sativa L.

Famiglia: Fabaceae 

 

MORFOLOGIA 

 

Portamento e dimensioni: pianta perenne, erbacea, con rizoma sotterraneo, le sue radici sono lunghe in media 3÷6 m, altezza 30-80 cm.

 

Fusto:  fusti eretti, ramificati ricchi di numerosi germogli laterali, dai quali, dopo il taglio, si originano nuovi fusti.

 

Foglie: foglie con stipole lineari, oblunghe, alterne, trifogliate, con margine denticolato, apice troncato-mucronato; la fogliolina mediana è provvista di un breve rachide.

 

Fiori: i fiori di colore violetto-azzurro ma anche viola scuro, raramente biancastri, nascono riuniti in racemi all’ascella delle foglie, sono pentapetali, i 2 petali inferiori, più o meno saldati fra loro, formano la carena, ai lati altri 2 petali e superiormente il quinto petalo, detto vessillo o stendardo ha una nervatura più scura. Fiorisce da aprile a luglio.

 

Frutti e semi: i frutti sono legumi spiralati con 2-3 spire a superficie reticolata e pubescente, contenenti numerosi semi lucidi.

 

DISTRIBUZIONE E HABITAT

 

Alloctona naturalizzata presente in tutta Italia, nei prati aridi, incolti, luoghi erbosi e al bordo dei campi, generalmente fra 0 e 1.200 m, eccezionalmente fino a 1.900 m.

 

UTILIZZI


Conosciuta anche come alfaalfa, è un’erba dolciastra, astringente, rinfrescante, depurativa, antiemorragica, diuretica; stimola l’appetito e abbassa il livello di colesterolo del sangue. Agisce soprattutto sugli apparati circolatorio e urinario e influenza gli ormoni. Ricca di vitamine e minerali, è un rimedio ricostituente e preventivo. Assunta prima dei pasti, facilita l’attività gastro-intestinale, assunta dopo i pasti migliora l’assorbimento dei nutrienti. Utile nei periodi di convalescenza, nel trattamento dell’anemia, delle emorragie, dell’osteoporosi, dei disturbi della menopausa, fibroma e altri disturbi collegati a scompensi ormonali.

Previene il colesterolo alto, sembra abbia effetti protettivi verso le malattie degenerative, agisce come tonico generale rimuovendo le tossine dal sangue, rinforza unghie e capelli. Prima di assumere qualsiasi prodotto di origine vegetale (farmaco o non farmaco) per fini terapeutici o simil-terapeutici, è sempre opportuno rivolgersi preventivamente al proprio medico.

In cucina le foglie si possono consumare crude o cotte come verdura, mentre i semi vengono fatti germinare e usati per insaporire insalate. Bower, un americano ha dedicato anni di studio all’Erba medica come alimento per il consumo umano. È possibile ricavarne pane e le foglie possono essere impiegate per preparare il tè.

É una fonte commerciale di clorofilla, carotene e vitamina K.

Questa pianta è una delle principali specie vegetali coltivate nel mondo ed è utilizzata sia in zootecnia come coltura da fieno, insilati, per produrre farina disidratata, sia in agricoltura nella pratica del sovescio ( interramento di apposite colture allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno); è inoltre un ottima mellifera, con grosse produzioni soprattutto nella pianura Padana.

Quest’erba va data al bestiame solo essiccata, altrimenti potrebbe provocare gonfiore. Come foraggio è la specie più usata fra le fabaceae, in virtù dell’alto valore proteico e vitaminico, dell’elevata appetibilità e delle diverse possibilità di conservazione.

É un azotofissatore, quindi la sua coltivazione arricchisce il suolo di azoto in modo naturale, dopo l’impoverimento dato da precedenti coltivazioni.

Il suo successo si deve anche alle caratteristiche del suo ciclo riproduttivo: è capace di autoimpollinazione e dopo 3 mesi dalla semina produce già seme.

 

CURIOSITÀ

 

Pare che questa pianta sia originaria della Persia e che sia stata introdotta in Europa dai soldati di Alessandro il Grande, nel 470 a.C. circa. In Italia giunse tra il 200 ed il 150 a.C. e gli scrittori latini ne esaltarono le qualità. In seguito durante il periodo delle invasioni barbariche, la sua coltivazione in Europa fu quasi abbandonata, tanto che in Italia rimase quasi sconosciuta fino al 1500, quando venne reintrodotta con semi importati dalla Spagna, (da qui il nome volgare di erba Spagna) dove fu nuovamente diffusa dagli Arabi.

L’erba medica può essere falciata sino a 5 volte in una stagione per produrre fieno, trasformando in questo modo il potenziale agricolo di aree con pascolo scarso.

 

Foto: su licenza gratuita di Saxifraga e Ed Stikvoort, Rutger Barendse, Jan van der Straaten

Famiglia

Fabaceae

Specie

Medicago sativa L.

Tipologia

Pianta erbacea

Habitat

Incolti, Prati

Lucerne

 

Scientific Name: Medicago sativa L. 

Family: Fabaceae

 

MORPHOLOGY

 

Habit and Size: Perennial herbaceous plant with underground rhizomes; its roots are on average 3÷6 m long, reaching heights of 30-80 cm.

 

Stems: Erect, branched stems rich in numerous lateral shoots, from which new stems originate after cutting.

 

Leaves: Leaves with linear, oblong stipules, alternate, trifoliate, with dentate margins and truncate-mucronate apices; the middle leaflet has a short rachis.

 

Flowers: Flowers are violet-blue but can also be dark purple or rarely whitish, borne in racemes in the leaf axils, pentapetalous; the 2 lower petals, more or less fused together, form the keel, with 2 lateral petals and the fifth petal, called the standard or banner, having a darker vein. Blooms from April to July.

 

Fruits and Seeds: The fruits are spirally coiled legumes with 2-3 whorls, reticulated and pubescent on the surface, containing numerous shiny seeds.

 

DISTRIBUTION AND HABITAT

 

Naturalized allochthonous species present throughout Italy, in dry meadows, fallow lands, grassy areas, and at field edges, generally from sea level to 1,200 m, exceptionally up to 1,900 m.

 

USE

 

Medicago sativa, also known as alfalfa, is known for its sweet taste and numerous health benefits. It acts as an astringent, refreshing agent, depurative, antihemorrhagic, and diuretic. It stimulates appetite and lowers blood cholesterol levels. Its effects are particularly noticeable on the circulatory and urinary systems and hormone balance. Rich in vitamins and minerals, it is a restorative and preventive remedy. Taken before meals, it facilitates gastrointestinal activity; taken after meals, it enhances nutrient absorption. Useful during convalescence, in the treatment of anemia, hemorrhages, osteoporosis, menopausal disorders, fibroids, and other hormonal imbalances. It prevents high cholesterol, exhibits protective effects against degenerative diseases, acts as a general tonic by removing toxins from the blood, and strengthens nails and hair. Before consuming any plant-based product (medicinal or non-medicinal) for therapeutic or similar purposes, it is always advisable to consult a healthcare professional.

In the culinary field, its leaves can be consumed raw or cooked as a vegetable, while the seeds are sprouted and used to flavor salads. Bower, an American, dedicated years of study to alfalfa as a human food source. It is possible to make bread from it, and the leaves can be used to prepare tea. It is a commercial source of chlorophyll, carotene, and vitamin K.

This plant is one of the main cultivated plant species worldwide and is used both in animal husbandry as a fodder crop, for silage, to produce dehydrated flour, and in agriculture in the practice of green manure (the incorporation of specific crops to maintain or increase soil fertility). It is also an excellent honey plant, with large productions especially in the Po Valley.

Alfalfa should only be given to livestock when dried; otherwise, it could cause bloating. As forage, it is the most used species among the Fabaceae, due to its high protein and vitamin content, high palatability, and various preservation methods.

It is a nitrogen-fixing plant, so its cultivation naturally enriches the soil with nitrogen, after depletion caused by previous crops.

Its success is also due to the characteristics of its reproductive cycle: it is capable of self-pollination and produces seeds just three months after sowing.

 

INTERESTING FACTS

 

This plant is believed to originate from Persia and was introduced to Europe by Alexander the Great’s soldiers around 470 B.C. In Italy, it arrived between 200 and 150 B.C., and its qualities were praised by Latin writers. Subsequently, during the period of barbarian invasions, its cultivation in Europe was almost abandoned, so much so that in Italy, it remained almost unknown until 1500 when it was reintroduced with seeds imported from Spain (hence the common name “erba Spagna” or Spanish grass), where it was again spread by the Arabs. Alfalfa can be mown up to 5 times in a season to produce hay, thus transforming the agricultural potential of areas with poor grazing.

 

Photo: Licensed for free use by Saxifraga, Ed Stikvoort, Rutger Barendse, Jan van der Straaten.

Famiglia

Fabaceae

Specie

Medicago sativa L.

Tipologia

Pianta erbacea

Habitat

Incolti, Prati