Riso

Nome scientifico: Oryza sativa L.

Famiglia: Poaceae 

 

MORFOLOGIA 

 

Portamento e dimensioni: pianta erbacea annuale, fino a 1,5 m di altezza (può raggiungere anche i 5 metri) con radici avventizie e embrionali, le quali hanno la caratteristica di sviluppare dei parenchimi aeriferi, che permettono al riso di vivere in ambiente acquatico.

 

Fusto:  il fusto eretto (detto culmo), costituito da nodi pieni ispessiti distanziati da internodi cavi più o meno lunghi, si sviluppa in maniera simile al frumento.

 

Foglie: le foglie alternate e in numero uguale a quello degli internodi, lamina di colore variabile dal verde al rosso-violaceo con guaina allungata, cilindrica, abbraccia per un certo tratto l’internodo superiore fino a staccarsi in modo netto ad angolo. Nella giuntura ad angolo tra la lamina e la guaina è inserita una ligula bifida, normalmente ialina, e due auricole o orecchiette falcate e pelose. La lamina è lunga 30-50 cm e larga 1,5 cm o poco più con nervature parallele e una ben distinta nervatura centrale.

 

Fiori: infiorescenza all’apice del culmo in una pannocchia racemosa terminale (a panicolo), a maturità pendente, costituita da spighette uniflore ovali con fiori ermafroditi, compresse lateralmente, aristate o mutiche. Fiorisce da giugno a settembre.

 

Frutti e semi: il frutto è una cariosside ellittica o sferica costituita da un frutto secco monospermo indeiscente rivestito da due glumelle indurite (lolla) comunemente detto “risone”.

 

DISTRIBUZIONE E HABITAT

 

Alloctona invasiva presente in Sardegna e dalla Toscana in su nelle regioni in cui si coltiva il riso. Vive nelle risaie frammista alle varietà coltivate e nei campi inondati, fra 0 e 400 m, eccezionalmente fino a 1.900 m.

 

CURIOSITÀ


Rispetto alle varietà coltivate ha la caratteristica che lascia cadere i semi appena giungono a maturazione e in questo modo si riproduce rapidamente. La tecnica usata per controllarla è la “falsa semina” che consiste nel preparare il terreno come se si dovesse seminare e gestirlo come se fosse seminato fino a che le infestanti sono germinate, a questo punto vengono eliminate meccanicamente o chimicamente e si procede con la lavorazione normale e la semina vera.

La coltura del riso venne iniziata, secondo gli antichi testi cinesi dal mitico e longevo imperatore Chin-Nong (3330 al 3080 a.C.) che spargeva personalmente le sementi del riso; però è dubbio se essa sia stata effettivamente iniziata in Cina, o piuttosto nell’area indo-cinese. Comunque già dall’antichità il riso è alla base dell’alimentazione dei popoli indiani, indo-cinesi, indonesiani ed in Giappone. I risultati di recenti ricerche archeologiche (1973-1986) hanno evidenziato che la risicoltura era praticata nel bacini inferiore dello Yangtze già da 5000 o 6000 anni, recuperando alcuni reperti necrotizzati di piante di riso, come pure a Pengloushan furono trovati grani di riso grezzo in ciotole attribuibili agli anni 8200-7800 a.C.

I Greci conobbero il riso soprattutto dopo le imprese di Alessandro in India ed a quanto sembra questa pianta all’inizio dell’era volgare era coltivata anche in Mesopotania. In Italia la coltura è stata introdotta alla fine del Medioevo, probabilmente attraverso gli Arabi (però il riso era già noto, e pregiatissimo, agli antichi Romani); le prime colture, avviate attorno a Pavia, erano molto redditizie e mantenute come monopolio della famiglia granducale milanese (Visconti e poi Sforza), colture minori si avevano già nel secolo XV presso Lucca e nel Pisano. Oggi l’area di coltura intensiva si estende da Pavia a Vercelli e Chivasso. Le risaie hanno carattere permanente (cioè vengono utilizzate solamente per la coltura del riso, restando inondate per gran parte dell’anno) oppure una stessa superficie viene utilizzata dapprima per frumento a maturazione precoce, la cui mietitura si svolge nella seconda metà di giugno, quindi sommersa, ed ai primi di luglio vengono trapiantate le plantule di riso, che arrivano a dare un secondo raccolto entro ottobre. Le risaie non rappresentano un ambiente colturale qualsiasi, ma piuttosto una nicchia ecologica di grande interesse naturalistico, che riproduce da noi aspetti caratteristici dei paesi tropicali e subtropicali: vi abbondano le specie esotiche avventizie (Rotala ramosior (L.) Koehne, Ammania auricolata Willd. e A. coccinea Rottb., Murdannia keisak (Hassk.) Hand.-Mazz., Commelina communis L., Eclipta prostrata (L.) L., Lindernia dubia (L.) Pennell, Blyxa japonica (Miq.) Maxim., Ottelia alismoides (L.) Pers., Heteranthera rotundifolia (Kunth) Griseb., ecc.) e alcune alghe (Idrodictyon reticulatum, Spaeroplea annulina, Spirogyra sp., Chara foetida).

 

Foto: su licenza gratuita di iNaturalist

Famiglia

Poaceae

Specie

Oryza sativa L

Tipologia

Pianta erbacea

Habitat

Coltivazioni, Zone umide

Rice

 

Scientific Name: Oryza sativa L. 

Family: Poaceae

 

MORPHOLOGY

 

Habit and size: Annual herbaceous plant, up to 1.5 m tall (can reach up to 5 meters) with adventitious and embryonic roots, which have the characteristic of developing aerenchyma, allowing rice to live in aquatic environments.

 

Stem: The erect stem (culm), consisting of solid thickened nodes spaced by more or less long hollow internodes, develops similarly to wheat.

 

Leaves: Alternate leaves, equal in number to the internodes, with a blade ranging in color from green to reddish-purple with an elongated cylindrical sheath that partially encloses the upper internode before detaching sharply at an angle. At the angle junction between the blade and the sheath is a bifid ligule, normally hyaline, and two auricles or small hairy ear-like appendages. The blade is 30-50 cm long and 1.5 cm or slightly wider with parallel veins and a well-defined midrib.

 

Flowers: Terminal inflorescence at the top of the culm in a racemose panicle, pendulous at maturity, consisting of oval spikelets with hermaphrodite flowers, laterally compressed, awned or awnless. Blooms from June to September.

 

Fruits and seeds: The fruit is an ellipsoid or spherical caryopsis consisting of a single-seeded dry indehiscent fruit covered by two hardened glumes (husk) commonly called “rice grain.”

 

DISTRIBUTION AND HABITAT

 

Invasive allochthonous species present in Sardinia and from Tuscany upwards in the regions where rice is cultivated. It lives in rice paddies mixed with cultivated varieties and in flooded fields, between 0 and 400 m, exceptionally up to 1,900 m.

 

INTERESTING FACTS

 

Compared to cultivated varieties, it has the characteristic of dropping its seeds as soon as they mature, thus reproducing rapidly. The technique used to control it is called “false sowing,” which involves preparing the soil as if it were to be seeded and managing it as if it were sown until the weeds germinate. At this point, they are mechanically or chemically removed, and normal tillage and sowing are carried out. The cultivation of rice was initiated, according to ancient Chinese texts, by the mythical and long-lived Emperor Chin-Nong (3330 to 3080 B.C.), who personally scattered rice seeds. However, it is doubtful whether it was actually initiated in China or rather in the Indo-Chinese area. However, rice has been a staple food for Indian, Indo-Chinese, Indonesian, and Japanese peoples since ancient times. The results of recent archaeological research (1973-1986) have shown that rice cultivation was practiced in the lower Yangtze basin already 5000 or 6000 years ago, recovering some necrotized rice plant specimens, as well as at Pengloushan where raw rice grains were found in bowls dating back to 8200-7800 B.C. The Greeks became acquainted with rice mainly after Alexander’s campaigns in India, and apparently, this plant was already cultivated in Mesopotamia at the beginning of the Common Era. In Italy, cultivation was introduced at the end of the Middle Ages, probably through the Arabs (although rice was already known and highly valued by the ancient Romans); the first crops, started around Pavia, were very profitable and kept as a monopoly of the Milanese grand ducal family (Visconti and then Sforza), minor crops were already present in the fifteenth century near Lucca and in Pisa. Today, the intensive cultivation area extends from Pavia to Vercelli and Chivasso. Rice paddies have either a permanent character (i.e., they are used only for rice cultivation, remaining flooded for most of the year) or the same area is first used for early ripening wheat, harvested in the second half of June, then submerged, and in early July, rice seedlings are transplanted, which produce a second harvest by October. Rice paddies do not represent just any cultivation environment, but rather an ecological niche of great naturalistic interest, which reproduces in our country characteristic aspects of tropical and subtropical countries: exotic adventitious species abound (Rotala ramosior (L.) Koehne, Ammania auriculata Willd. and A. coccinea Rottb., Murdannia keisak (Hassk.) Hand.-Mazz., Commelina communis L., Eclipta prostrata (L.) L., Lindernia dubia (L.) Pennell, Blyxa japonica (Miq.) Maxim., Ottelia alismoides (L.) Pers., Heteranthera rotundufolia (Kunth) Griseb., etc.) and some algae (Idrodictyon reticulatum, Spaeroplea annulina, Spirogyra sp., Chara foetida).

 

Photo: Licensed under CC BY-SA 3.0 by iNaturalist

Famiglia

Poaceae

Specie

Oryza sativa L

Tipologia

Pianta erbacea

Habitat

Coltivazioni, Zone umide